San Giovanni Battista de La Salle: un carisma che continua. Anche a Parma.

A volte sembra che la Provvidenza si compiaccia di concentrare i santi in un’epoca e in un territorio determinati. Un esempio? La Francia del ’600, il Grand Siècle. Un tempo di splendore per manifestazioni artistiche, prestigio politico, raffinatezza del vivere: le sue icone sono la spettacolare reggia di Versailles e il pomposo ritratto di Luigi XIV, il Re Sole. Ma fu anche un secolo di indicibili miserie morali e sociali, che a sua volta ha come dolente icona la schiera senza numero degli accattoni che affollavano le città. Questo triste contrasto fu l’impulso per lo sbocciare di una serie di giganti della santità che si spesero con uno zelo senza limiti per riportare la vita cristiana nei cuori, per formare sacerdoti all’altezza della loro missione e, specialmente, per soccorrere i poveri: poveri di risorse essenziali, poveri di istruzione, poveri di prospettive. Una vera epopea della carità, che portò a definire il ‘600 – con brillante parallelismo – le Grand Siècle des âmes, il gran secolo delle anime.

Esattamente trecento anni fa – il 7 aprile 1719, un venerdì santo – una di queste grandi anime chiudeva i suoi giorni terreni: San Giovanni Battista de la Salle. Ne parliamo volentieri, per la mitissima nobiltà della sua persona, per il suo splendido metodo educativo e per il legame storico che la nostra città ha con il suo carisma.

Il futuro patrono celeste presso Dio di tutti gli insegnanti (come lo proclamò Pio XII) nasce a Reims nel 1651 e nel 1678 è sacerdote. Si appassiona al mondo dell’educazione; apprezza quei volonterosi cristiani che aprono scuole gratuite per i poveri… ma ne misura anche la povera, improvvisata pedagogia. Comprende che occorre prima di tutto aprire delle scuole per insegnanti che a loro volta, con la dovuta preparazione, apriranno scuole cristiane: è l’intuizione che si svilupperà nella fondazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane. L’intento delle scuole lasalliane è quello di formare buoni cristiani; l’istruzione dunque è un mezzo e non un fine. Ma siccome a chi cerca il Regno di Dio tutto il resto viene dato in sovrappiù, ecco che il Nostro si ritrova ad essere – senza averlo programmato – uno dei più pedagogisti più grandi e innovativi che si ricordino: totale rispetto dei ragazzi, lezioni nella lingua del popolo, ambienti salubri e puliti, uso intelligente e fantasioso dei piccoli premi da destinare specialmente a chi – al di là dei risultati – dimostra impegno e buona volontà. Le sue scuole, malgrado le indicibili opposizioni che incontrano, si diffondono anche oltre i confini della Francia. Parma compresa. Nel 1836 Maria Luigia invita i Fratelli nel Ducato affinché fosse provveduto all’istruzione pubblica. La città ne è ben presto entusiasta

Nel ‘900 l’attenzione ai segni dei tempi stimola i Fratelli a collaborare con don Carlo Gnocchi. Il santo sacerdote lombardo, a sua volta finissimo pedagogista, ha per il La Salle un’ammirazione sconfinata: Quanto di meglio vi è nell’educazione moderna, civile e cristiana, lo dobbiamo al La Salle, afferma, e desidera che siano proprio i suoi figli spirituali a gestire le opere che egli promuove nel dopoguerra. Ed è ancora Parma, dove nel 1949 viene affidata ai Fratelli la direzione del collegio per le piccole vittime della guerra, i mutilatini, divenuto in seguito il centro Don Gnocchi: un impegno portato avanti per mezzo secolo. Dunque, tra Parma e il La Salle c’è un rapporto storico e fecondo, ancora vivo ai giorni nostri grazie alle loro esemplari scuole, un poema di gloria e di benemerenza, come ebbe a dire il Vescovo Colli.

 

Ci piace concludere con un ricordo personale: negli anni ‘90 alcune nostre sorelle anziane ebbero bisogno di un percorso di riabilitazione; ci rivolgemmo al centro Don Gnocchi, e vi incontrammo la generosità illimitata dei Fratelli delle Scuole Cristiane. I monelli della Parigi del ‘600 non possono avere trovato una accoglienza, una competenza, una bontà superiore a quella che abbiamo trovato noi. Il carisma continua.