Ottobre, mese multiforme. Incominciamo dagli Angeli.

Appennino tosco-emiliano. Una vecchia canonica di tanti anni fa, di quelle ancora riscaldate a legna. L’anziano parroco è intento a fare catechismo ai bambini e, nel desiderio di appassionare i piccoli alle verità divine, batte la mano sulla stufa, e dice con tutta la convinzione possibile: Bambini, Dio è più reale di questa stufa. Non sarà stata una catechesi raffinata, ma quell’abbinamento tra la concretezza della stufa e la concretezza di Dio rimase fortemente impresso nella mente di una nostra sorella allora presente, che ancora oggi lo ricorda: d’altronde poche, semplici certezze nella vita illuminano assai di più di molti, eleganti dubbi. Non solo, ma le certezze possono anche essere estese ed applicate fino a creare un intreccio di punti fermi che magari non ci sveleranno l’arcano delle cose, ma certamente ci orienteranno nelle nostre scelte. Perché tutto questo preambolo? Per dire che il principio della stufa può essere applicato a quelle creature discrete e fedeli che ci accompagnano dal nostro affacciarsi alla vita fino all’istante dell’Incontro: gli Angeli Custodi. Sappiamo che negli ultimi cinquant’anni gli Angeli, nell’opinione corrente, hanno avuto alterne vicende: dopo il ’68 erano tutti in castigo, e tra riletture, reinterpretazioni e analisi critiche, non se ne salvò neppure una penna. Poi, con il riflusso, si passò all’estremo opposto, e gli angeli ritornarono di moda: anche troppo, perché li ritroviamo in tutte le versioni e in tutti i ruoli, compresi quelli di dubbia ortodossia, quando non di conclamato esoterismo.

In questo bailamme di ali, ci conviene allora farci orientare dalla voce adamantina dei santi, che riscaldano con la sovrabbondanza degli affetti il limpido rigore dell’ortodossia. Nella liturgia degli Angeli Custodi, che con Santa Teresina inaugurano il mese di ottobre (un mese ricchissimo di spunti, dal rosario alle missioni…) a parlare degli Angeli è la voce appassionata di San Bernardo. Appoggiandosi alla Scrittura, il Doctor Mellifluus ci ricorda che, negli Angeli, Dio ci ha dato un aiuto concreto, materiale e spirituale:  Sono presenti, dunque, e sono presenti a te, non solo con te, ma anche per te. Sono presenti per proteggerti, sono presenti per giovarti. Tesse le lodi della loro imperturbabile sicurezza: l’intelligenza che li guida e la visione di cui fruiscono senza sosta danno ad ogni loro decisione il valore di una scelta definitiva, e danno ad ogni loro azione un sigillo di perfezione divina. Non possono – continua San Bernardo – essere sconfitti né sedotti e tanto meno sedurre, essi che ci custodiscono in tutte le nostre vie. Sono fedeli, sono prudenti, sono potenti. Perché trepidare? Soltanto seguiamoli, stiamo loro vicini e restiamo nella protezione del Dio del cielo.

E’ poi bello pensare che un angelo custode, con il lume di intelligenza che si ritrova, potrebbe fare il suo lavoro in serie, occupandosi in contemporanea di un numero imprecisato di anime. E invece no: Dio dispone che anche l’ultimo dei neonati abbia il suo bravo Angelo tutto per sé, come a volerci far sapere che ciascuno di noi è infinitamente prezioso ai suoi occhi, e che questa preziosità – Dio è ancora una volta il Padre Prodigo! – merita ampiamente tanto sciupìo

E noi? Come ricambiamo l’abbondanza di grazia offerta dagli Angeli? Il minimo sindacale consiste – per lo meno – nel riconoscerne la presenza e magari individuarne qualche intervento. Sfogliando nell’archivio della nostra memoria ci verrà pure in mente un aiuto inatteso spuntato da chissà dove, o un’ispirazione improvvisa che sì è poi rivelata vincente… tutti casi in cui l’Angelo custode è fortemente indiziato; amico fedele, Egli ci suggerisce sempre il meglio: e qui da parte nostra deve scattare un gradino in più, quello della riconoscenza. D’accordo, gli Angeli contemplano sempre il volto di Dio (cfr. Mt 18,10) e per loro questa gioia basta e avanza. Ma un grazie da parte nostra, volete che non lo gradiscano?