4 gennaio: un appuntamento dei bambini con la Madonna

Una piccola frotta di bambini che si raccolgono intorno all’altare al termine della celebrazione eucaristica, il sacerdote che li benedice solennemente, le espressioni assorte e comprese. È il bel copione che, ormai da molti anni, si ripete nella nostra chiesa il pomeriggio del 4 gennaio. Un giorno per noi importante: festeggiamo infatti la nostra titolare, quella Santa Maria Bianca che trae il nome dall’antico dipinto collocato dietro l’altare e che, dopo movimentate vicissitudini, sta recuperando la fama che l’aveva accompagnata fin dal ‘300 ma che si era poi eclissata nel secolo scorso.

Eravamo sul finire degli anni ottanta quando decidemmo di far restaurare il dipinto – opera del carmelitano fra’ Pietro da Napoli – e di ridare vita a un culto ormai dimenticato. Una digressione: il bravo restauratore lombardo al quale ci affidammo, notò subito che sotto il dipinto se ne nascondeva un altro, simile per soggetto (una Madonna dal mantello bianco con il Bambino tra le braccia) ma totalmente diverso come stile: vagamente rinascimentale il livello visibile, «giottesco» quello nascosto. Il che rispondeva pienamente alla notizia di un rifacimento con la tecnica ad olio avvenuto nel 1578. Prudentemente, il restauratore ci propose di effettuare un lavoro minimale e di non riportare alla luce il dipinto sottostante, in quanto ormai i fedeli avevano «fatto l’occhio» alla versione più recente: che è rimasta quella ufficiale. In ogni caso la Santa Vergine non si formalizzò sulle stratificazioni: aveva continuato ad essere taumaturgica nella versione cinquecentesca così come lo era stata in quella giottesca.

Torniamo ai nostri anni ottanta: a restauro avvenuto, grazie all’interessamento della Curia, ottenemmo per la nostra Santa Maria Bianca una celebrazione liturgica specifica con il grado di solennità. Ci venne fissata la data del 4 gennaio. Che, come tutte le cose che piovono dall’alto, finì per rivelarsi provvidenziale. Il clima natalizio che ancora, sia pur agli sgoccioli, si respira, nonché la concomitanza delle vacanze scolastiche ci suggerì di introdurre una celebrazione liturgia annuale dedicata specialmente ai bambini che al termine della Santa Messa sarebbero stati solennemente benedetti: un modo per far rivivere l’antica fama di protettrice dei bambini di cui la Madonna Bianca godette per secoli. Risposta entusiasta. Il 4 gennaio la nostra piccola chiesa era solita traboccare. Poi, con il nuovo millennio, arrivò la concorrenza: altre chiese, nello stesso periodo, organizzarono qualcosa di simile e il numero dei piccoli fedeli diminuì, pur restando comunque consistente. Una pura combinazione? Un ricalco della nostra iniziativa? Nel primo caso, sarebbe bellissimo scorgervi la regia dello Spirito Santo, nel secondo caso ripeteremmo con Coco Chanel che l’essere copiati è un segno di successo.

E la risposta dei diretti interessati?

Ci incanta, ogni anno. Se durante la celebrazione eucaristica si sentono quanto meno i gridolini degli under 2, al momento della benedizione finale – individuale e solenne – intorno all’altare, l’attenzione è vivissima. I bambini sono tutti compresi dalla solennità del momento e sembrano percepire quella benedizione individuale come un momento prezioso in cui si trovano al cospetto di Dio, e di un Dio tutto per loro.

Ci viene alla mente un piccolo episodio di qualche anno fa, pure risalente al periodo natalizio. Una piccola – tre anni al massimo – sfuggendo alla nonna, si accostò al Bambinello ai piedi dell’altare e lo contemplò tutta assorta. Il padre saveriano che presiedeva sospese per un attimo la celebrazione e, dopo che la bimba fu andata, commentò con tutto il rispetto che si deve ai piccoli: Abbiamo appena ammirato lo spettacolo di una bambina che contempla il presepe. Una cosa meravigliosa. I bambini sono capaci di intuizioni profondissime sul mistero di Dio.

Sottoscriviamo in pieno. E vogliamo credere che anche Dio sia pronto a sottoscrivere .